AVIAPARTNER:

TARALLUCCI E VINO!?

La vicenda Aviapartner, con le procedure di Enac su Linate e Malpensa, sembra avviata alla sua naturale conclusione.

Già l’andamento della vicenda, con il totale silenzio di tutti ed il non coinvolgimento dei lavoratori, ne lasciava presagire la conclusione.

Come si può infatti pensare di intervenire sulle condizioni economiche determinate dalle compagnie aeree, senza nessuna mobilitazione dei lavoratori?

È bastato infatti l’intervento delle varie compagnie aeree interessate, che con la loro politica di taglio sui costi provocano la corsa al ribasso, che tutto finisse senza nessun reale cambiamento.

Da quanto traspare, sembrerebbe infatti che Sea, in quanto gestore aeroportuale, ha certificato che Aviapartner è in regola e di conseguenza la direzione Enac di Linate, stia per ritirare la sospensione dell’attività.

AVIAPARTNER CONTINUA L’ATTIVITA’,

ma per i lavoratori nessun cambiamento?!

 

  • Gli accordi sul passaggio da WFS ad Aviapartner, pesantemente contestato dai lavoratori, in quanto sancisce perdite salariali e normative oltre a non coprire numericamente gli organici del lavoro trasferito dalle due società, resterebbe in vigore ?
  • Gli orari a 6 x 6 o ad orario modulare (9,5 ore giornalieri) dei lavoratori Aviapartner, estorti dalla direzione aziendale con ogni tipo di ricatto, resterebbero in vigore ?
  • Le sostituzioni dei lavoratori di WFS con lavoratori precari, fatta da Avipartner, resterebbere in vigore ?
  • Il cronico ricorso di Aviapartner all’utilizzo di attrezzature e personale di Ags-Alpina per svolgere l’attività quotidiana su Malpensa, continuerà?

 

Questi sono i motivi per cui ci siamo battuti e continueremo a batterci.

Riteniamo che non ci sono reali cambiamenti nella gestione di Malpensa e Linate se non portano a miglioramenti per chi ci lavora.

Dobbiamo purtroppo costatare che tutti i soggetti interessati, gestore aeroportuale e compagnie aeree, non si sono adoperati per migliorare le condizioni di sicurezza e lavorative, continuando invece a favorire la concorrenza al ribasso tra i lavoratori dell’handlers.

 

Cramer – Hogan – Montezemolo:

con un vergognoso intervento

tentano di intimidire i lavoratori

pur di riuscire ad azzitire la categoria

quanta arroganza!

Il video della riunione di Cramer-Hogan-Montezemolo con alcuni loro collaboratori è ormai “virale”, soprattutto tra i dipendenti Alitalia.

Dal punto di vista della scelta comunicativa effettuata dall’alta dirigenza AZ per “parlare” a tutti i lavoratori Alitalia siamo senz’altro alle prese con una novità, peraltro favorita anche dalla diffusione di massa degli strumenti che ne consentono la visione.

Per i contenuti del video, invece, siamo alle solite lamentele padronali, corroborate da squallide e arroganti minacce ai dipendenti: un repertorio trito e ritrito di chi pretende, a nome e per conto degli azionisti ed a tutela dei loro profitti, di continuare a vessare la categoria nel silenzio generale.

Stucchevole la messa in scena delle domande formulate a Cramer da “Alessio” (…il responsabile della comunicazione Alitalia) e dell’arrivo “inaspettato ma gradito” di Hogan e Montezemolo.

  • Cramer, dopo aver accuratamente evitato di esporre gli assunti del nuovo Piano di Alitalia, ma lasciando intendere che saranno pretese “lacrime e sangue” dai lavoratori, tenta, in maniera grottesca (…notare le contrite espressioni facciali dell’a.D. AZ!), di intimidire la categoria, allertando i presenti sulla possibilità che gli azionisti rinuncino ai futuri investimenti, nel caso si confermasse lo sciopero indetto per il 22.9.2016 per il personale di volo, al momento ritirato dai servizievoli cgilcisluilugl.
  • Hogan rincara la dose e dice, con un bluff da biscazziere di bass’ordine, che Ethiad si ritirerà se “Intesa ed Unicredit dovessero decidere di non mettere più soldi” a causa dello sciopero del 22.9.2016 che, a suo dire, riguarda una “minoranza” ma tradisce la tregua di 3 anni promessa dalle altre OO.SS.
  • Montezemolo, oltre a ribattere cassa sul finanziamento pubblico di 20 milioni l’anno per la promozione dell’Italia dove Alitalia ha aperto le rotte, come fatto nelle audizioni di Camera e Senato il 6 e 13 luglio 2016, dopo aver spiegato che “non c’è posto” per chi non si arrende a quanto l’azienda tenta di imporre, fingendo di dimenticare quanto successo a fine 2014 e quanto prevederà il nuovo Piano in termini di esternalizzazioni, tagli salariali e peggioramenti normativi, come un prestigiatore tenta di rappresentare l’Alitalia come un’azienda che offre “tranquillità di posto di lavoro”.

Il posto di lavoro dei dipendenti Az non è messo a rischio dallo sciopero del 22.9.2016 ma per ciò che vogliono fare Cramer-Hogan-Montezemolo anche con il nuovo Piano aziendale!

Il punto è un’altro: LA RIPRESA DI INIZIATIVA DA PARTE DELLA CATEGORIA SPAVENTA CHI HA PENSATO DI CONTINUARE A FARE CIÒ CHE VUOLE DEI LAVORATORI.

SCIOPERARE IN DIFESA DEI PROPRI DIRITTI NON È UN REATO!

In ballo c’è la pretesa di Alitalia di licenziare alcuni colleghi di volo per presunte infrazioni disciplinari e per il supposto superamento del comporto malattia (…si tratta di infortuni sul lavoro!), nonché l’imposizione di una flessibilità nell’utilizzo dei riposi, oltre al costo dei biglietti per raggiungere la base assegnata.

E’ poco forse per Cramer-Hogan-Montezemolo? E’ troppo per la categoria che ha già subito una serie di arroganti direttive e sopportato un vessatorio atteggiamento datoriale che pretende di imporre, nel silenzio, un imbarbarimento insostenibile nella “gestione” dei lavoratori.

CgilcislUilUgl già parlano di corporativismo delle sigle sindacali del personale di volo, fingendo di non ricordare il prezzo già pagato dalla categoria nell’immobilismo dei “templari” del sindacalismo.

LA CUB TRASPORTI NON STA CON CRAMER-HOGAN-MONTEZEMOLO

MA A FIANCO DEI LAVORATORI IN LOTTA!

Fiumicino 20.9.2016 Cub Trasporti

 

CARGO MALPENSA:

100 LAVORATORI E LA CUB TRASPORTI PARTE CIVILE CONTRO

IL SISTEMA DELLE FALSE  COOPERATIVE

Dopo mesi di arresti per il presidente del consorzio Expojob e dei suoi più stretti collaboratori, la scorsa settimana, presso la prima sezione penale del Tribunale di Milano, con la formale accettazione di tutte le parti civili, (Cub Trasporti Lombardia e oltre 100 soci lavoratori assistiti dai legali del sindacato), è entrato formalmente nel vivo il processo, che vede al centro il sistema delle coop. operanti a Malpensa.

  • Airservice coop operante presso il cargo di malpensa al sevizio di MLE.
  • Flyjob coop operante nei parcheggi di malpensa al servizio di Parking 2 e altri numerosi parcheggi.

Sotto processo i responsabili (14) del consorzio Expojob ed i presidenti di cooperative, accusati di associazione a delinquere finalizzata all’evasione dell’iva e alla violazione della legge Biagi.

Con questo meccanismo l’ex presidente del Varese calcio, secondo l'ipotesi accusatoria della Procura della Repubblica, avrebbe con questo sistema gestito coop. fittizie prive di una propria autonomia, create per evadere il fisco e fornire manodopera a basso costo, per poi sparire lasciando i lavoratori spesso senza contributi e tfr, e costretti alla lotta per conservare il posto di lavoro ad ogni cambio di appalto.

Basterebbe dimostrare le numerose iniziative di lotta e legali portate avanti dal nostro sindacato in questi anni, culminate anche con il blocco delle attività presso il cargo di malpensa, l’occupazione pacifica degli uffici di Expojob e le decine di cause vinte presso il Tribunale di Busto A.

Importante è anche la decisione del Tribunale di Milano che ha accettato la costituzione di parte civile di oltre 100 soci lavoratori e della Cub trasporti Lombardia, nonostante l’intervento legislativo di depenalizzazione della legge Biagi fatta alcuni mesi fa dal Governo Renzi.

La prossima udienza è fissata per il 6 ottobre prossimo.

 

V° Assemblea nazionale sulla disabilità FIRENZE

l’attuazione della l. 68/99 sull’inclusione lavorativa

dei disabili e delle altre categorie protette:

una promessa ed un impegno che deve diventare realtà

  • A 17 anni dall’approvazione è garantita l’attuazione della L.68/99 nei luoghi di lavoro?
  • Il Ministero del Lavoro, il Governo e le altre istituzioni nazionali e locali del nostro Paese si adoperano per garantire l’attuazione delle norme di inclusione lavorativa per le persone disabili e per coloro che appartengono alle categorie protette?

La CUB (Confederazione Unitaria di Base) ritiene che nel nostro Paese molto debba essere fatto per assicurare una reale attuazione di tale legge, visto che molti sono i fattori che concorrono a depotenziare l’esigibilità di un diritto riservato ai destinatari della L.68/99.

Innanzitutto, come organizzazione sindacale dei lavoratori del settore pubblico e privato (Trasporti, Sanità, Metalmeccanici, Commercio, Servizi, ecc.), siamo costretti a verificare la costante elusione da parte di moltissime aziende e degli enti pubblici delle norme di tutela e di inclusione lavorativa dei disabili e delle altre categorie protette. Emblematico che neppure alla Camera e al Senato della Repubblica trovi applicazione la norma in questione!

Ma non solo. L’opera di smantellamento delle norme e degli obblighi contenuti nel testo della citata legge, è stata assidua e costante, con l’obiettivo di logorarne e depotenziarne l’efficacia.

Il legislatore, spesso, ha agito, nel silenzio generale, inserendo, nei più disparati provvedimenti, inaccettabili deroghe, con l’esplicito obiettivo di favorire questa o quella lobby imprenditoriale.

Come dovrebbero interpretarsi l’esclusione delle aziende dell’edilizia e di quelle dei servizi di sorveglianza (guardie giurate) dagli obblighi occupazionali della L.68/99?

Come si dovrebbe valutare l’esclusione dai citati obblighi per le aziende metalmeccaniche (settori operai) e per tutte quelle che versano una quota Inail pari al 60x1000?

Anche il Ministero del Lavoro non ha favorito l’attuazione della L.68/99.

Paradossali sono alcune Circolari emanate dal Ministero del Lavoro, con l’evidente scopo di aggirare gli obblighi datoriali previsti dalla L.68/99 e di contraddire lo spirito della norma stessa, a scapito dell’occupazione dei lavoratori disabili e di quelli appartenenti alle categorie protette.

Sono molte le Circolari Ministeriali che andrebbero immediatamente abrogate, in quanto palesemente contrarie alla norma. Su tutte ne segnaliamo 2 che è urgente che vengano cancellate:

  • Circolare 2 del 2010, art.8 – con tale circolare si garantisce l’esclusione totale dagli obblighi previsti dalla L.68/99 per le aziende che assumono anche 1 solo lavoratore dalla mobilità e per l’intero periodo di fruizione dell’ammortizzatore sociale: una norma utilizzata spesso da datori di lavoro che, di fatto, pur avendo “scoperture” astronomiche, si affrancano dagli obblighi di assunzione dei disabili e delle altre categorie protette, assumendo pochi dipendenti dalla mobilità, magari licenziati poco prima!
  • Circolare 77 del 2001 – con tale circolare si garantisce che le aziende di pulizie escludano dal computo delle quote obbligatorie i lavoratori assorbiti da appalti conseguiti successivamente alla costituzione. E’ con tale circolare che si consente alle grandi imprese di pulizie di operare con migliaia di lavoratori ma con “scoperture” abissali rispetto alle quote obbligatorie.

Moltissime Circolari Ministeriali, invece, come anche la stessa legge, andrebbero corrette e modificate, per ampliare la tutele e le garanzie per l’inclusione lavorativa dei lavoratori disabili e di quelli appartenenti alle altre categorie. E’ necessario, ad esempio, che il prospetto informativo diventi obbligatorio per tutte le aziende e non solo a fronte di una variazione del numero di lavoratori dipendenti: solo questo “aggiustamento” consentirebbe di individuare molte aziende che tentano di aggirare gli obblighi. Basti pensare che uno studio di qualche tempo fa, della Regione Lombardia, aveva calcolato che oltre il 35% delle aziende presenti in Italia non comunicavano i prospetti informativi: un dato che ci fornisce la dimensione di quanto può e deve essere fatto per tutelare i lavoratori più deboli.

E’ evidente peraltro che il Ministero del Lavoro, anziché depotenziare i servizi ispettivi, debba aumentare i controlli diretti anche garantendo l’utilizzo di sistemi di accesso alle banche dati (ad esempio dell’Inail!) che possano consentire ai Centri per l’impiego di individuare meglio le aziende inadempienti rispetto agli obblighi della L.68/99.

E’ altresì importante, che come prevede la norma, alle aziende che hanno rapporti con la pubblica amministrazione e che risultano inadempienti rispetto agli obblighi della L.68/99 vengano sospese le abilitazioni e le concessioni: misure che non vengono adottate nonostante siano espressamente previste ed applicabili dalla norma vigente.

La garanzia della applicazione delle norme di inclusione lavorativa dei soggetti tutelati dalla L.68/99 è oggi più che mai necessaria, visto che gli effetti della crisi hanno eroso l’occupazione dei lavoratori disabili in maniera oltremodo grave, acuendo il disastro che si è scaricato sul resto dei lavoratori.

Anche le Regioni devono dotarsi con urgenza delle necessarie infrastrutture, al fine di rendere più tempestivo la verifica dei Centri per l’Impiego presenti nei propri territori, entrando tempestivamente in possesso dei Prospetti informativi, oggi resi disponibili solo dal Ministero del Lavoro.

Pure i Centri per l’impiego devono fare la loro parte. Troppe le “convenzioni” concesse alle aziende che pur essendo in grande scopertura, ottengono “generose” dilazioni delle assunzioni dei disabili, peraltro senza alcun riguardo rispetto alle tipologie contrattuali che relegano sistematicamente alla precarietà i lavoratori più deboli. Un caso eclatante, a tale proposito, è quello di Alitalia. Nonostante abbia licenziato il personale disabile e appartenente alle altre categorie protette pur essendo in profonda scopertura, nonché abbia evitato di reinserire in servizio parte di coloro che sono stati reintegrati dai Tribunali del Lavoro (…e pensare che Montezemolo è anche Presidente di Telethon!), ha da poco tempo ottenuto una convenzione che prevede la dilazione a 5 anni dell’assunzione di poche decine di lavoratori disabili, peraltro quasi tutti a tempo determinato e senza certezza della stabilizzazione: una vicenda ben conosciuta dal Ministero del Lavoro che ha deciso di voltarsi dall’altra parte e di non gestirla.

Tante altre sono le questioni che andrebbero sollevate e che devono essere “corrette”.

La Cub ritiene non più sostenibile la situazione esistente!

A tale proposito la Cub lancia un appello alle varie Associazioni affinché si avvii un percorso per sviluppare un intervento finalizzato  a migliorare le norme esistenti e la loro stessa applicazione.

La Cub, inoltre, invita le Associazioni dei Disabili ad organizzare una petizione popolare che possa sollecitare il Ministero del Lavoro a revocare le circolari n.2 del 2010, art.8 e n.77 del 2001: un provvedimento che sbloccherebbe centinaia di posti di lavoro per i più deboli!

Una vera attuazione della L.68/99 è un obiettivo non rinviabile

14.9.2016

Cub di Roma cell. 3939103997 / Cub di Firenze cell. 3336556233

 

COMUNICATO NAZIONALE

Morire sul lavoro o mentre si lotta sul posto di lavoro non è mai una tragica fatalità.

La morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, lavoratore egiziano di 53 anni padre di 5 figli, in servizio presso il centro di smistamento della GLS di Piacenza, ci riempie di tristezza e di rabbia.

Quando si muore in questo modo, schiacciato da un TIR in movimento, le fatalità non esistono.  La carenza e l’insufficienza di misure di sicurezza e prevenzione adeguate attengono a delle responsabilità ben precise, che sarebbero aggravate se venissero confermate ipotesi di volontarietà di qualche responsabile o del conducente del mezzo per contrastare l’agitazione sindacale che era in corso da parte della USB.

Ci uniamo al dolore dei suoi cari, dei suoi amici e dei suoi compagni di lavoro e faremo tutto quello che è necessario per render giustizia ad una morte tanto assurda e per dare sostegno alla sua famiglia.

Rendiamo e renderemo omaggio ad Abd Elsalam mettendo in campo tutte le possibili iniziative di lotta e di denuncia riguardo l’accaduto, ai diversi scenari che si potrebbero aprire e alla libertà di sciopero.

Per stanotte, intanto, abbiamo deciso di non lavorare negli HUB della GLS in segno di lutto.

Per i prossimi giorni proseguiremo la mobilitazione condividendo, se ci sono le condizioni, momenti di lotta e denuncia unitarie con le altre realtà politiche, sindacali e sociali sul piano locale e nazionale.

Lì 15/09/2016

Sindacato Intercategoriale COBAS – Associazione Diritti dei Lavoratori COBAS - Cub Trasporti

 

AVIAPARTNER:

SOSPESA L’ATTIVITA’ PER DUE MESI A LINATE

Con una disposizione Enac di Linate, dal 12 settembre e per un periodo di due mesi, ad Aviapartner è stata sospesa la certificazione di prestatore di servizi per l’assistenza a terra.  Ne consegue che tale servizio da fornire ai vettori serviti da Aviapartner, dovrà essere garantita dal gestore aeroportuale, che a sua volta deve decidere a quale handling assegnare.

A quanto ci è dato sapere il provvedimento di Enac è scaturito dopo una serie di segnalazione su disservizi avvenuto a seguito del cambio di appalto, da Wfs ad Aviapartner di Iberia, British Airways e Aer Lingus. Aviapartner non solo ha palesemente disatteso le disposizioni del ccnl sulla clausola sociale ma ha anche sostituito i lavoratori Wfs con personale precario.

Si deve attendere quindi che il gestore aeroportuale di Linate comunichi chi deve sostituire per due mesi Aviapartner nel servizio di terra e da quando questa sostituzione deve avvenire.

APERTA LA PROCEDURA ANCHE PER MALPENSA

Nei giorni scorso, dopo numerose segnalazioni da parte delle ooss, del gestore aeroportuale e perfino di alcuni piloti, anche Enac di Malpensa ha contestato, dando termine 15 giorni per le azioni correttive, Aviapartner segnalando tra le altre cose; il mancato rispetto delle procedure e delle disposizioni di sicurezza, il mancato adeguamento dell’organico e il ricorso al subappalto (Ags/coop Alpina).

Anche in questo caso, Aviapartner deve provvedere a rispettare le disposizioni e in mancanza di ciò, Enac potrà anche a Malpensa sospendere la sua attività.

Da anni tutte le organizzazioni sindacali hanno evidenziato le continue inadempienze della gestione di Aviapartner, rimarcata anche dalle numerose sentenze della magistratura a favore dei lavoratori.

Ricordiamo soltanto come esempio l’introduzione di orari come il 6 per 6 o l’orario modulato (più ore in estate e meno d’inverno) senza nessun accordo sindacale, con i lavoratori obbligati, se volevano il passaggio ad orario pieno, ad accettare questi orari, con conciliazioni avvenute con “sconosciute” organizzazioni sindacali.

Aviapartner si è sempre distinta per l’arroganza nei confronti dei lavoratori, nella politica delle sanzioni disciplinari, nel far pagare perfino il parcheggio per poter lavorare, nei continui spostamenti del pagamento degli stipendi, nel non voler rispettare le clausole sociali, nel tentativo di introdurre le coop. nel carico e scarico bagagli e nei continui attacchi, in tutti i modi, alle condizioni dei lavoratori.

Non possiamo quindi che vedere positivamente l’intervento di Enac, che finalmente pone l’attenzione su questioni da sempre sollevate dalle ooss.

Anche per questo motivo abbiamo deciso di continuare con le mobilitazioni e gli scioperi, perché finalmente i vertici Lombardi di Aviapartner debbono rispondere del loro operato e si arrivi finalmente ad imporre il rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.

8/9/2016

 
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