
Il 23 agosto 1927 veniva eseguita la condanna a morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, anarchici italiani. Assassinati da innocenti, la loro colpa fu di essere anarchici, sindacalisti e immigrati.
Quando le sue ossa, signor Thayer, non saranno che polvere, e i vostri nomi, le vostre istituzioni, non saranno che il ricordo di un passato maledetto, il suo nome - il nome di Nicola Sacco - sarà ancora vivo nel cuore della gente. Noi dobbiamo ringraziarvi. Senza di voi saremmo morti come due poveri sfruttati: un buon calzolaio, un bravo pescivendolo......E mai, in tutta la nostra vita, avremmo potuto sperare di fare tanto in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione fra gli uomini."
("La Tragedia di Sacco e Vanzetti", Francis Russell.)

