VERTENZA HUPAC

COME DIREBBE TOTO:

ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO!

Con un comunicato appeso in azienda, la direzione Hupac ha comunicato che l’accordo del 3 marzo scorso, è entrato in vigore il 1 marzo 2015 e se ne vedranno gli effetti con il cedolino di aprile.

La direzione inoltre comunica che le raccolte di firme per l’indizione del referendum tra tutti i lavoratori, “non trovano positivo accoglimento in base alle norme di Leggi e al contratto nazionale”.

La tesi aziendale, sostenuta dal silenzio di cgil-cisl-uil, è che l’accordo aziendale ha valore in quanto firmato dalla maggioranza delle RSU, e di conseguenza non può neppure essere messo in votazione con un referendum.

Hupac si dimentica di dire, che le rsu elette direttamente dai lavoratori sono 4 di cui due della nostra organizzazione, che non hanno firmato l’accordo. Quale maggioranza, dunque?

MA CHE PAURA HANNO!

Mentre Hupac comunica che intende procedere in modo unilaterale, riducendo il salario, i sindacati firmatari tacciono, come se il problema non esistesse. Rifiutandosi di accettare il voto referendario, tutti però dimostrano che non solo se ne fregano della democrazia, ma sono coscienti che la maggioranza dei lavoratori è contraria. Come è possibile che ci siano RSU votate dai lavoratori, che si rifiutano di ascoltare il parere di chi dovrebbero rappresentare?!

Sempre nel comunicato aziendale, si afferma che dal mese di maggio, riprenderanno i negoziati, per il premio di risultato e per un accordo di secondo livello.

CONTINUARE LA LOTTA!

Con una prima iniziativa, sostenuta dai lavoratori, siamo già riusciti a modificare il primo accodo, che al 1° gennaio 2016 azzerava tutte le maggiorazioni extra ccnl. Con il nuovo accordo pensano di poter evitare di risolvere effettivamente tutte le questioni aperte semplicemente spostando l’interesse dei lavoratori sugli incontri per il premio di risultato.

Questo meccanismo di togliere soldi ora, per poi vedere come dare qualcosa dopo, non ci convince e non intendiamo avallarlo. Proponiamo quindi a tutti, il congelamento dell’accordo, senza nessun taglio ai salari e l’apertura della trattativa sul premio aziendale per arrivare ad un unico accordo complessivo.

Se anche questa soluzione non verrà accettata e senza che  l’accordo finale venga posto in votazione e approvato dai lavoratori, Hupac non potrà certo pretendere di applicarlo  a tutti i lavoratori.

Proprio per tutelare i diritti messi in discussione da Hupac e ancora sacrificati senza contemporanee contropartite dall’ultimo accordo che non si vuole sottoporre a referendum abbiamo aperto la procedura con lo stato di agitazione e per iniziative di sciopero.

18/3/2015