LETTERE

riceviamo

Egregio Direttore,
le scrivo per chiederLe un aiuto.
Venerdì 4 marzo (ieri) alle ore 17 ho preso un volo AIRONE da Malpensa per Bari (AP00114). Purtroppo, avendo il vizio di fidarmi del prossimo, ho inserito nel bagaglio da stiva il mio pc portatile con il mio hard disk contente dati vitali per me.
Quasi sicuramente il furto è avvenuto in ambito aeroportuale nella movimentazione della valigia in partenza (visto che dagli scanner si può visionare il contenuto delle valigie) e visto che a destinazione il mio borsone è uscito velocemente e tra i primi.
Vorrei approfittare della vostra bacheca,scusandomene in anticipo, per chiedere a colui che avesse in mano questo mio hard disk di restituirmelo in qualsiasi forma anonima che esso possa volere. Questi dati sono molto importanti, vitali per la salute dei miei familiari in particolare di mia figlia che ha 7 mesi.
La beffa è proprio quella che io in quell'aeroporto ci Lavoro come doganiere.
Il mio recapito è MICHELE P.
Telefono 3497523304

Confido nella vostra sensibilità, grazie.

 

La triste odissea lavorativa di 15 ex dipendenti che operavano nel settore delle pulizie aeromobili in Malpensa. Pubblichiamo Il loro racconto.


Malpensa, 4 novembre 2009- Questa è la storia di 15 lavoratori a tempo indeterminato che operano nel settore delle pulizie aeromobili in Malpensa per conto di una ditta la G.S.SERVICE in subappalto ad AVIAPARTNER .
In data 5/12/2008 ci viene comunicato il cessato rapporto lavorativo al 31/12/2008 per cessato appalto.
Dopo vari incontri con Aviapartner e sindacati (nello specifico UIL) per il futuro di tutti i 15 dipendenti ,ci viene proposto di continuare a svolgere il nostro lavoro attraverso un contratto interinale Adecco per un periodo di transizione al fine di avviare una gara di appalto, la ditta subentrante avrebbe dovuto applicare la clausola sociale che prevede l’assorbimento dei dipendenti a tempo indeterminato.
A vincere l’appalto Aviapartner e la National Cleanness la quale in Malpensa presenta un regime CIGS.
Il sindacato si rivolge allora al Prefetto,  il quale ci fa notare che in cassa integrazione la National non può assumere nuovo organico e che il nostro assorbimento non si sarebbe potuto effettuare in quanto lavoratori interinali!
Dopo diversi incontri con la suddetta, in data 29/10/2009 preso un accordo col prefetto (accordo che noi non abbiamo mai letto!) la
National mette per iscritto che si impegna ad assumere i 15 dipendenti (alcuni in attesa del lavoro percepiscono la disoccupazione). 4 di noi
per essere inserite subito all’interno dell’organico accettano l’assunzione momentanea presso l’ospedale di Como al 2/05/2009 con termine 30/10/2009, con l’impegno preso in prefettura e scritto di trasferirci al più presto e di far rientrare anche gli altri con nuovi appalti (successivamente vinti da National). Così dopo pochi giorni ci trasferiscono a Malpensa per il servizio di pulizie di uffici e bar.
Da allora subiamo continue lamentele e mobbing sul lavoro (addirittura ci viene minacciata una multa!) e il trasferimento a Como: nessuna di noi quattro sembra essere in grado di lavorare secondo le esigenze della ditta!
In data 07/2009 ci viene comunicato un ulteriore trasferimento presso l’ospedale di Gallarate,ma già dai primi giorni subiamo mobbing e
pressioni… In luglio 2009 veniamo nuovamente trasferite,questa volta a Malpensa in piazzale nostro vecchio lavoro ,ma anche se riceviamo complimenti sui voli con la disponibilità di metterlo per iscritto da parte di alcune compagnie,veniamo richiamate in continuazione per incapacità di lavoro!
Davanti a colleghi ,in presenza di dipendenti aeroportuali appartenenti ad altre ditte: insomma siamo sempre sotto pressione.
Dal 1 ottobre ci viene comunicato un altro trasferimento (5 in 5 mesi e con competenze che non ci appartengono!)nuovamente in ospedale a
Gallarate, ma fino al 30 ottobre,dopo chissà!!! Durante il servizio abbiamo anche accusato malesseri dovuti a stress, con rispettive cure da parte dei medici e addirittura una collega finisce più volte in ospedale per ansia dovuta a discussioni sul posto di lavoro!
Come dipendenti, lavoratori e esseri umani noi tutti abbiamo diritto alla stabilità di un lavoro. Eravamo a tempo indeterminato e ora siamo a tempo determinato , ma senza la possibilità di essere licenziati per via dell’accordo col Prefetto allora ci vogliono mettere nelle condizioni di licenziarci attraverso maltrattamenti e trasferimenti vari rinunciando così al sacro santo diritto a continuare il nostro lavoro!
Come dipendente io voglio giustizia per tutti i 15 lavoratori presi in giro da chi pensa che in 15 si  è¨ pochi per far valere i propri diritti.
In tutto questo gli altri ex dipendenti sono ancora disoccupati in attesa di un lavoro,anche se durante i trasferimenti abbiamo saputo e
visto assunzioni di altro personale senza che i nostri ex colleghi venissero contattati!
Fiduciosa che in un Governo membro dell’Unione Europea sia vergognoso che i lavoratori subiscano tali trattamenti e fiduciosa nel rispetto
dei diritti dei lavoratori ,attenderò risposta denunciando il nostro caso a tutte le autorità competenti a tutela dei lavoratori.
Qualche giorno fa’ una delle 4 lavoratrici in questo momento assunte da National Cleanness è finita in pronto soccorso in seguito ad un acceso diverbio durante le ore di lavoro le hanno diagnosticato una crisi d’ansia ed è attualmente in cura con gocce di lexotan.
IN DATA 20 OTTOBRE ci viene comunicato da National Cleanness il cessato rapporto di lavoro al termine del nostro “contratto” in
quanto ci viene comunicato,  che sull’accordo preso in prefettura la suddetta ditta si sarebbe impegnata ad assumerci temporaneamente PER DARCI L’OPPURTUNITA’DI CERCARE UN ALTRO LAVORO…mentre non è quello che abbiamo letto il giorno dell’assunzione,anche perchè ne avremmo approfittato per cercare un lavoro! questa volta il sindacato conferma la nostra versione.
Lo stesso  sindacato ci dice che la ditta affronta un periodo di crisi!…
Vi preghiamo di Aiutarci se possibile in qualche modo…noi tutti ci sentiamo raggirati e presi in giro… L’unica cosa che vogliamo è la possibilità di continuare a lavorare dignitosamente…
Nella speranza che i soprusi nei confronti dei lavoratori non continuino a passare inosservati vi ringraziamo per la gentilezza e l’attenzione che almeno voi ci dedicate
I 15 ex DIPENDENTI G.S. SERVICE

 

AREA 1 SEA H. DUE PESI E DUE MISURE

Un lavoratore dell’area 1 di Sea H. ci scrive.
Sono usciti i turni per la settimana 28 giugno 4 luglio, io per esempio ho 4.00  4.30  5.30  5.00  R1  R2  16.00. (questa settimana sono rientrato il primo giorno con un 4.30),
Una collega ha 5.00  5.30  5.00  4.30,  un'altra ha turni simili, loro due sono andate stamattina a parlare con la responsabile di segreteria, che ha risposto che ci sono tante mamme che hanno chiesto aspettativa per cui lei non ha personale e a “qualcuno deve pur darli sti turni”.
SEA si scorda sempre che i turni anomali non sono concordati e che c'era una sorta di autoregolazione che prevedeva massimo 2 con inizio alle 4-5-6 di mattina alla settimana con massimo 5 al mese.
Inoltre c'è una lista di volontari che sono disponibili a fare questi turni, ma non escono mai dai tabulati dei turni e invece li danno sempre ai non volontari.
Il più bello è che sempre la responsabile di segreteria, sta chiamando a casa le lavoratrici in malattia e chiede loro se stanno proprio così male o se possono rientrare sabato e domenica perché lei non ha proprio personale, ha addirittura convinto una collega che aveva mandato il certificato di malattia a rinunciare e una volta in servizio le ha pure chiesto se il giorno dopo avrebbe fatto un rientro (collega ovviamente di riposo ha detto no).
Ci sono anche lavoratrici con figli minori di 3 anni che accetta di fare turni 4.30 e 5.00 nonostante che la legge vieti la notte.
Un collega mi ha detto che la settimana delle sere gli sono uscite da assegnamento 2 sere e 2 mattine.
Non è meglio tornare ai turni a scalare come una volta ? una sera due centrali e una mattina (anche presto), visto che il direttore del personale ha detto che avrebbero dato un sacco di centrali perché non ci sono soldi per pagare i notturni !
Ci sono colleghi poi che fanno i turni serali fissi, e non gli vengono mai dati i turni anomali.

Tutto questo vuol forse dire che non c'è abbastanza personale e che comunque nell’area 1 ci sono due pesi e due misure ?

2010-06-17

 

SEA: PROTESTA SCALE

Spero che quello che è accaduto stamattina faccia riflettere i lavoratori in futuro.

Un gruppo di autisti, anche se dopo un lungo calvario, si è deciso a non subire oltre il sopruso, ingiustamente imposto dall’azienda, di mettere anche le scale ai voli easy-jet obbligatoriamente e comunque....dove serve.

 

Riunitosi al capannone bus il gruppo di autisti ha attirato in breve tempo tre responsabili i quali, incapaci come i loro superiori di dare risposte chiare ai lavoratori, si sono dimostri palesemente terrorizzati,  non tanto per le scale, ma sopratutto per avere di fronte dei lavoratori uniti. Così con minacce e intimidazioni più o meno velate, hanno cercato in tutti i modi, di dissipare quel poco di unità che si era creata.

Nonostante ciò , nessun lavoratore durante la giornata ha messo le scale.

Ora all’azienda non resta altro che far ricorso ai “risolutori”che mantiene distaccati con 97.000 ore di permessi,i quali sono specializzati nel placare gli animi dei lavoratori,e redimerli all’obbedienza cieca,ma soprattutto muta.

12 giugno 2010 rsu Fernando Di Vito

 

Fulmini a MXP

Il 5 Maggio due lavoratori di rampa un tecnico di compagnia e un agente rampa, sono stati colpiti, da un fulmine caduto chi sa dove in piazzale, è arrivato sino ai due operatori, tra l’altro lontani tra loro, sotto 2 aeromobili diversi (KLM e Lufthansa), che non essendo stati avvertiti, o ignorando la procedura di sicurezza anti fulmine, operavano entrambi sottobordo con il collegamento i cuffia.

Non è chiaro se L’ Enav non ha fatto scattare la procedura anti fulmine, o la stessa non è stata applicata o fatta applicare dai vettori o dal gestore aeroportuale, sta di fatto che sembra che non siano gravi le conseguenze per i due lavoratori, ma dietro questo caso "fortunato", ci auguriamo che non si nascondino le responsabilità o le negligenze degli organi preposti a garantire la sicurezza dei lavoratori.

Questo episodio deve far riflettere tutti, operatori e controllori, affinché non venga mai sottovalutato nessun elemento atto ad eliminare ogni rischio, nel caso specifico, se veniva applicata la procedura, l’operatore sottobordo era tenuto a sapere che in quelle condizioni atmosferiche, è previsto che tutte le operazioni sottobordo vanno effettuate a debita distanza usando gesti e segni convenzionali  aeronautici.
20/5/2010 Un lavoratore di Malpensa