MANOFRA TREMONTI: I LAVORATORI DEL PUBBLICO IMPIEGO NON CI STANNO!

Con la manovra finanziaria da 25 miliardi ancora una volta sono i lavoratori e i pensionati a dover fare sacrifici per risanare i conti pubblici. Ancora una volta i veri e unici responsabili (banche,  padroni, speculatori e corrotti) non pagano nemmeno un centesimo.
I più colpiti, dopo i già pesanti attacchi portati con le varie leggi Brunetta, sono i lavoratori pubblici e gli stessi cittadini utenti della Pubblica Amministrazione:
• Blocco dei contratti e delle retribuzioni per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013;
• Definizione di un tetto massimo del 3,2% degli aumenti per il biennio contrattuale 2008/2009; eventuali somme eccedenti tale limite non verranno più erogate dal mese successivo all’entrata in vigore del decreto;
• Blocco quasi totale del turn-over con possibilità di assumere fino a dicembre 2013 solo nella misura del 20% del personale cessato, con conseguenti ricadute sulla qualità dei servizi (basti pensare a quello che può succedere nella sanità con la riduzione di infermieri e medici);
• Riduzione del 50% delle spese per il personale a tempo determinato, un modo elegante per licenziare migliaia di precari e ridurre i servizi;
• Riduzione dei finanziamenti per il Servizio Sanitario nazionale e per i Trasporti Locali;
• Taglio dei trasferimenti alle Regioni (4 miliardi nel 2011 e 4,5 dal 2012 in poi) ed ai Comuni (1,5 miliardi nel 2011 e 2,5 dal 2012 in poi) che significa riduzione dei servizi o aumento dei tributi locali;
• Dal 2012 aumento a 65 anni  dell’età pensionabile per le donne del pubblico impiego;
• Per i lavoratori che maturano i requisiti dopo il 31.12.2010 , le  pensioni di anzianità e vecchiaia potranno essere riscosse solo dopo 12 mesi;
• Blocco degli scatti d’anzianità previsti dal CCNL del Comparto Scuola, che per questi lavoratori costituiscono una parte consistente degli incrementi salariali;

Non un centesimo viene chiesto ai possessori dei grandi patrimoni (in Italia il 50% della ricchezza è posseduta dal 10% delle famiglie); non un centesimo di riduzione delle spese militari (20 miliardi all’anno); del tutto risibili e propagandistiche le misure contro l’evasione fiscale ed i costi della politica, nessun freno ai mega progetti, tanto cari quanto distruttivi, utili solo a chi  li realizza (Ponte sullo Stretto, TAV; Centrali nucleari, ecc.).

Le facce sorridenti e tranquillizzanti di Ministri, Sottosegretari e sindacalisti a libro paga ci dicono, dagli schermi dei media, che “occorre l’unità nazionale di fronte alla crisi” e che i “sacrifici sono distribuiti equamente su tutti gli strati sociali”.
Niente di più falso: i ricchi saranno sempre più ricchi ed i lavoratori, pensionati, precari e disoccupati sempre più poveri !

Prenderne atto è il primo passo. Rispondere con forza e intransigenza agli attacchi è il secondo. Ricostruire l’unità e la solidarietà di tutti i lavoratori, di tutti gli sfruttati, è il terzo.

Nei prossimi giorni verranno organizzate assemblee nei principali posti di lavoro (a partire da giovedì 17 giugno al Comune di Varese) per discutere e preparare lo

 
     manifestazione a Milano – Largo Cairoli - ore 9,30
                                         PULLMAN DA  VARESE  E GALLARATE
  
            CUB - A.L. Cobas  PUBBLICO IMPIEGO PROVINCIA DI VARESE