– “Reiterate condotte criminose, di utilizzo delle risorse societarie per fini personali, familiari e di carriera". Queste le motivazioni con cui il gip di Milano, Vincenzo Tutinelli, ha accolto la richiesta del Pm, Sergio Spadaro, concedendo però al manager gli arresti domiciliari invece che il carcere.

TRENORD: ARRESTATO L'AMMINISTRATORE DELEGATO. L'ACCUSA E' DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA

 

Giornate nere per i pendolari lombardi, servizio ferroviario nel caos. Equipaggi dei treni disorientati per il nuovo programma turni inadeguato.

Milano, 11 dicembre 2012 - La guardia di Finanza questa mattina ha arrestato Giuseppe Biesuz, amministratore delegato della Trenord Srl, società lombarda che gestisce il trasporto ferroviario regionale.

Le motivazioni

 

Le accuse - Le accuse riguardano l'ipotesi di reato per bancarotta fraudolenta della società Urban Screen, in concorso con Filippo Montesi Righetti, che è stato presidente del cda della stessa società. Urban Screen è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano nel maggio del 2011 con un «buco» di circa 700mila euro. Da quanto si è saputo, i presunti episodi di false fatturazioni riguarderebbero il 2009 e avrebbero portato poi al fallimento nel 2011. La Urban Screen, di cui Biesuz è stato amministratore delegato fino al 2008 (tre anni prima della dichiarazione di fallimento) era la società che gestiva i maxischermi in piazza Duomo. Stando all'inchiesta, la Urban Screen sarebbe stata appositamente creata proprio per svuotarne il patrimonio attraverso false fatture.

Pericolo di reiterazione del reato - Al di là dei fatti contestati in relazione alla bancarotta, però, il gip ha rilevato il pericolo che Biesuz possa commettere reati dello stesso genere, anche alla luce dei precedenti penali: Biesuz è infatti imputato anche in un processo ancora in corso a Milano per una vicenda di presunta frode fiscale, sempre attraverso false fatture, ha condanne definitive per 2 anni e 5 mesi, tra cui casi di bancarotta e appropriazione indebita. In più, da quanto si è saputo, anche una condanna non definitiva per false fatturazioni.

La casta lombarda - Tra i vari episodi di “malagestione”, Biesuz avrebbe dissipato, secondo quanto ipotizzato dall'accusa, il patrimonio della società Urban Screen versando 4500 euro attraverso l'associazione Punto Italia per finanziare cene elettorali di An nel 2007 e 18mila euro all'allora assessore comunale Maurizio Cadeo competente sul rilascio di autorizzazioni pubblicitarie. Nell'elenco ci sono anche 15mila euro al comitato elettorale di Marco Mariani di Forza Italia. La Regione Lombardia che funge da garante quale committente e ente di controllo primario del trasporto pubblico locale ha oggi, oltre ai problemi politici legati alle dimissioni di Formigoni, anche il grave ed urgente problema di garantire il servizio di trasporto pubblico ai cittadini lombardi e il lavoro a duemila famiglie di ferrovieri. Sarebbe ora che questi ruoli di responsabilità venissero affidati a persone, oltre che di comprovata capacità, anche di specchiata onestà. Alla nuova giunta regionale, che sarà eletta fra due mesi, il compito di fare 'piazza pulita' di questi personaggi del sottobosco politico affaristico lombardo.

Arresti domiciliari - La misura degli arresti domiciliari per Biesuz è stata ritenuta necessaria per il pericolo di reiterazione del reato e per aver già subito condanne definitive per 2 anni e 5 mesi, compresa una per bancarotta con pena condonata. All’ad di Trenord, viene contestato di aver distratto e dissipato 685 mila euro dal patrimonio aziendale, attraverso false fatturazioni.

Presunzione di innocenza – Fermo restando il principio della non colpevolezza fino all'ultimo grado di giudizio per chiunque (anche se spesso per i lavoratori ed i semplici cittadini questa semplice regola di civiltà non è applicata) risulta estremamente grave che la direzione di un'impresa così importante sia stata affidata ad una persona con numerosi 'precedenti' penali.

Ferrovieri indignati e preoccupati - Come ferrovieri siamo indignati, innanzitutto per la leggerezza con cui è stato affidato un incarico così importante da parte dellaRegione Lombardia e di Trenitalia 'proprietari' di Trenord (nella foto Soprano, ad di Trenitalia, Cattaneo, assessore regionale e Biesuz il giorno della costituzione della società Trenord); preoccupati per la difficile vertenza contrattuale in cui siamo impegnati da mesi, incentrata sui turni e gli orari di lavoro insostenibili, che ha visto momenti di aspro confronto anche con lo stesso Biesuz (nella foto un momento in cui il nostro Nino Malara discute con Biesuz durante una manifestazione). Temiamo inoltre ripercussioni sull'organizzazione dell'impresa quindi per il futuro del sevizio che offriamo e anche per il nostro lavoro.

Il ruolo strategico di Trenord – Trenord S.r.l. è una società che impiega circa 4.000 dipendenti, che gestisce il trasporto pubblico ferroviario della Lombardia e che ha la responsabilità di garantire la mobilità di uno dei più importanti bacini di traffico pendolare. Gestisce, infatti, il servizio ferroviario suburbano e regionale, il servizio di collegamento aeroportuale con Malpensa e quello transfrontaliero Como-Chiasso e Malpensa-Bellinzona, per un totale di oltre 2.000 corse al giorno, che gravitano sostanzialmente sul nodo di Milano.

La fusione con Trenitalia - La società è nata nel maggio 2011 dall'unione di un ramo d'impresa scorporato da Trenitalia, la struttura regionale della Lombardia e LeNORD (del Gruppo FNM) - partecipanti al 50% ciascuna. 
Le motivazione addotte allora per la fusione erano legate alla roboante promessa di 'razionalizzare e ottimizzare il servizio ferroviario in Lombardia, costruire un sistema di mobilità moderno, efficiente e sostenibile'.

Giornata nera anche per i pendolari - L'arresto è avvenuto questa mattina poco prima di una conferenza stampa convocata da Trenord sul caos del servizio ferroviario lombardo in corso in questi giorni, causato dall'improvvido acquisto e utilizzo di un nuovo software di gestione dei turni degli equipaggi treno in concomitanza col cambio orario stagionale. Numerosissimi ritardi e centinaia di soppressioni per treni senza macchinista ma con tre capitreno e treni senza macchinista, oppure lo stresso macchinista impostato per guidare due treni contemporaneamente. Invece di collaudarlo adeguatamente, o magari gestirlo in parallelo al vecchio sistema per un congruo periodo di prova, i tecnocrati aziendali, Biesuz in testa, hanno deciso il 'salto nel buio', tanto gli eventuali danni li avrebbero pagati 'solo' i 700.000 cittadini pendolari.

da www.inmarcia.it