SCIOPERO IMPOSSIBILE

DIRITTO DI SCIOPERO:

PRESENTATA LA CAUSA CONTRO AIRPORT!

Nelle scorse settimane la Cub Trasporti ha depositato, presso il Tribunale di Busto Arsizio una causa contro Airport H. per le tante violazioni del diritto di sciopero culminate con decine di sanzioni applicate a quei lavoratori che, comandati in servizio, hanno rivendicato il loro diritto di fornire la prestazione lavorativa solo ai voli programmati da Enac.

Il ricorso si è incentrato sugli addetti al check-in di Malpensa, tra i quali si è registrato il massimo delle sanzioni disciplinari di Airport (30) pur se le stesse sono state inflitte anche a lavoratori di altri settori sia di Linate che di Malpensa per la necessità di esemplificare e documentare al meglio il comportamento dell’azienda.

Abbiamo ricostruito gli ultimi scioperi da noi dichiarati. Come tutti possono notare, la politica aziendale, al di la delle dichiarazioni, è finalizzata ad ostacolare con ogni mezzo la buona riuscita degli scioperi con palese violazione delle norme previste dal regolamento della commissione scioperi nazionale.

Infatti, Airport non solo omette sistematicamente di consultare la nostra organizzazione sul numero dei comandi necessari a garantire i servizi essenziali, non solo continua a comandare un numero esorbitante di lavoratori, escludendo dal comando i lavoratori interinali della cui presenza al lavora ha comunque certezza, mantenendo il comando anche quando non risulta necessario, ma addirittura pretende che i lavoratori comandati che invece vorrebbero aderire allo sciopero svolgano anche le mansioni non essenziali per le quali non può esserci comando. Per la direzione aziendale, chi può scioperare alla fine è una minoranza dei lavoratori di Airport. Con questo comportamento Airport, non solo viola i regolamenti della commissione sul diritto di sciopero, ma anche la Costituzione Italiana.

Nella causa che inizierà con l’udienza del 12 ottobre prossimo, oltre a chiedere il rispetto delle procedure previste dalla legge, chiediamo l’annullamento delle sanzioni inflitte ai lavoratori. La difesa del diritto di sciopero è una battaglia fondamentale per l’intero fronte sindacale e per tutti i lavoratori.

data
sciop

ore
sciop

totale organici

organici
Airport

organici
interinali

n° comandati
fornito a Cub
da azienda

n° comandati
nelle liste appese
bacheche aziendali

n° organici
Airport
in orario
sciopero

n° organici
interinali
in orario
sciopero

% comandati
Airport

13/04/2018

4

524

395

129

59

66

144

50

45,83

26/05/2018

24

541

393

148

108

183

212

87

86,32

08/06/2018

4

565

393

172

71

79

142

56

55,63

21/07/2018

24

603

384

219

123

148

207

161

71,50

2018-09-09

 

CARGO MLE MALPENSA:

COOP. COROS CONDANNATA

PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Il tribunale di Busto A. con decreto depositato ieri ha condannato la cooperativa Coros per comportamento antisindacale.

Il Giudice ha infatti dichiarato che la cooperativa ha tenuto un comportamento antisindacale perché:

-- ha “reiteratamente abusato”, in occasione degli scioperi indetti dalla nostra organizzazione, dell'istituto del comando “per garantirsi l'esecuzione del normale svolgimento dell'attività lavorativa in attività di movimentazione merci ordinarie non soggette alla legge 146/90

-- ha “comunque utilizzato l'istituto del comando in quote percentuali eccessive rispetto alle garanzie fissate dalla legge

-- ha “rifiutato di incontrarsi con CUB Trasporti per determinare i contingenti minimi necessari a garantire in caso di sciopero la movimentazione delle merci deperibili

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UNA BATTAGLIA IN DIFESA DELLO SCIOPERO!

Si susseguono le iniziative aziendali, per limitare ulteriormente la possibilità di sciopero nel trasporto aereo. Da prima l’iniziativa di Sea che ha chiesto intervento della commissione di garanzia, poi i provvedimenti disciplinari di Aviapartner e le diffide di Airport seguite dalle contestazioni consegnate ai lavoratori.

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Spett.  Commissione di Garanzia

Scioperi

fax 06-94539680

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Oggetto: Prot. 0012271/TA del 30/08/2017

Con la presente siamo a formalizzare le osservazioni della Cub Trasporti Lombardia in merito alla vostra comunicazione in oggetto.

A vostra disposizione per documentare quanto da noi segnalatovi.

In merito ad eventuali audizioni, siamo a disposizione per eventuali chiarimenti che la commissione riterrà necessari.

28/9/2017

Cub Trasporti

  • Premessa, le cooperative a malpensa
  • Le condizioni di lavoro presso le cooperative
  • I fatti
  • Dal 26 Maggio al 1° Agosto
  • Conclusioni, in merito al procedimento della commissione

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Venerdì 12 dicembre

Sciopero dalle 10.00 alle 18.00 per i lavoratori aeroportuali

La Cub Trasporti ha dichiarato sciopero per il 12 dicembre contro Jobs Act.

Jobs act non serve affatto a tutelare i precari che oggi hanno meno diritti, ma a ridurre i pochi diritti di chi oggi ha un posto di lavoro a tempo indeterminato, tagliando ancora il sistema di ammortizzatori sociali, manomettendo lo Statuto dei lavoratori e cancellando quel che resta dell'art. 18, i cui pesanti tagli della Fornero già hanno dimostrato nel 2012 di non essere in grado di creare mezzo posto di lavoro in più! Anche rispetto alla riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, il disegno di legge non serve a dare più tutele a quei precari che oggi non ce l'hanno. Anche questa considerazione fu utilizzata già dalla Fornero nella sua riforma: fu il pretesto per tagliare dal 2017 la mobilità a tutti. La conclusione - oggi come allora - è che in caso di crisi e disoccupazione involontaria ci saranno meno tutele per tutti.

Insomma, uniformare il mondo del lavoro, sì, ma al ribasso!

Non è un caso che il Jobs act sia stato presentato dal ministro del Lavoro Poletti, che da presidente delle Cooperative italiane, ha di fatto sperimentato da tempo tutte le forme di precarietà e bassi salari. E non è un caso che le forze di destra stiano dando il loro più totale consenso alla accelerazione di Renzi.

IL GOVERNO RENZI VUOLE IMPORRE

MENO DIRITTI E PIU' PRECARIETA'! PER TUTTI!

 

ART.18 E STATUTO DEI LAVORATORI

1 “previsione per le nuove assunzioni del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in.relazione all'anzianità di servizio”. Con questa misura – che non sarebbe in via sperimentale ma a.regime da subito - il Jobs Act distrugge quel che resta dell’art. 18, già ampiamente manomesso.dalla legge Fornero. Oggi l’art. 18 prevede il reintegro del lavoratore licenziato soltanto nel caso di.licenziamento discriminatorio e laddove il giudice verifichi che di un licenziamento disciplinare non sussista il fatto (caso assai difficile da dimostrare). Nei licenziamenti economici (soppressione della mansione) e in gran parte di quelli disciplinari al lavoratore già oggi non resta che il risarcimento economico. Il Jobs act vuole eliminare del tutto il reintegro. Con il contratto a tutele crescenti, anche nel caso di assunzione a tempo indeterminato, entro i primi anni potrai essere licenziato in qualsiasi momento con un indennizzo proporzionato all’anzianità di servizio, senza quindi il reintegro.

2 “revisione della disciplina dei controlli a distanza” (art. 4 dello Statuto). Oggi il controllo dei lavoratori a distanza tramite videocamere o altri sistemi elettronici è vietato. Il Jobs act vuole abolire o comunque indebolire questa norma, sarà così possibile ai datori di lavoro di spiare a distanza i lavoratori, con evidenti ricadute disciplinari;

3 “revisione della disciplina delle mansioni” (art. 13 dello Statuto). Con questa norma si vuole permettere al datore di lavoro di demansionare un lavoratore - con la relativa riduzione di salario - in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale. Ti diranno che se non vuoi perdere il posto di lavoro, devi essere disponibile a ridurre il tuo salario e la tua professionalità;

4 “possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio” (tramite i voucher, che oggi sono previsti per colf, baby sitter etc) “per le attività lavorative discontinue e occasionali in tutti i settori”, ampliando quindi la possibilità di lavorare senza diritti né pagamento dei contributi.

AMMORTIZZATORI SOCIALI

cassa integrazione:

1 “impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali in caso di cessazione di attività aziendale o di un ramo di essa”. Già ora, dopo la riforma Fornero, è molto complicato ottenere la cassa integrazione nei casi in cui l'azienda sia cessata o fallita. Con il Jobs act sarà semplicemente impossibile e a quei lavoratori non resterà che l'indennità di disoccupazione;

2 “semplificazione delle procedure burocratiche, considerando anche la possibilità di introdurre meccanismi standardizzati di concessione”: significa, per esempio, possibilità di superare le procedure obbligatorie di consultazione sindacale quando l'azienda debba far ricorso agli ammortizzatori sociali;

3 “revisione dei limiti di durata, rapportati ai singoli lavoratori ed alle ore complessivamente lavorabili in un periodo di tempo prolungato”: significa che la cassa integrazione, così come l'aspi (la nuova indennità di disoccupazione introdotta dalla Fornero), avranno durata variabile, dipendente dall'anzianità di servizio dei singoli lavoratori. Si passa da una logica di tutela collettiva e universale a una tutele sempre più individuale;

indennità di disoccupazione:

1 “rimodulazione dell'aspi con omogeneizzazione della disciplina ai trattamenti brevi, rapportando la durata alla pregressa storia contributiva del lavoratore”: significa che la aspi sarà diversa per ogni lavoratore a seconda dei contributi versati;

2 “incremento della durata massima per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti”: è un prolungamento dell'aspi ma soltanto per quelli che hanno una lunga anzianità di servizio... forse gli esodati!

3 “estensione dell'aspi ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (…) con un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite”: significa che la possibilità di estendere l'indennità di disoccupazione ai para-subordinati, tanto propagandata, è in realtà

vincolata alle risorse che verranno stanziate, quindi tutta da verificare!

4 “introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa”: l'importo dell'aspi varierà

a seconda della contribuzione figurativa, quindi sarà minore per quei lavoratori e quelle lavoratrici che hanno periodi più lunghi di ammortizzatori sociali alle spalle. Se non verrà specificato diversamente, questa norma sarà penalizzante anche per i periodi di maternità e congedo parentale, quindi in larga misura per le donne;

5 “eventuale introduzione, dopo la fruizione dell'aspi, di una prestazione, eventualmente priva di copertura figurativa, limitata ai lavoratori, in disoccupazione involontaria, che presentino valori ridotti dell’indicatore della situazione economica equivalente, con previsione di obblighi di partecipazione alle iniziative di attivazione proposte dai servizi competenti”. Non è un reddito minimo di cittadinanza, perché spetterebbe soltanto a chi ha perso il lavoro e in ogni modo viene chiarito che questa norma verrà sperimentata soltanto se ci saranno risorse sufficienti;

6 “eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l’accesso a servizi di carattere assistenziale”;

7 “individuazione di meccanismi che prevedano un coinvolgimento attivo del soggetto beneficiario dei trattamenti di cassa integrazione e disoccupazione, al fine di favorirne l’attività a beneficio delle comunità locali”: significa introdurre l'obbligo ai lavori socialmente utili anche nel caso di cassa integrazione e disoccupazione.

 
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