LA SEA COSTRETTA A TRATTARE,
aiutata da Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb lo fa col trucco!

Premesso che in Sea i sindacati (tradizionali e gialli) si fanno portare docilmente al guinzaglio dal padrone in cambio (dell’osso) 97.000 ore all’anno di permessi per distacchi a vita, più uffici, computer, telefoni, fax etc.,etc.., è ovvio che quando i lavoratori fanno sentire la loro voce tramite un sindacato non corrotto e quindi non ricattabile, la Sea si ritrova con le spalle al muro, costretta ad affrontare il problema. Situazione sgradevole per chi come Sea è abituata a spendere molto pur di tenere tutto e tutti sotto controllo. E’ ormai palese a tutti che Sea ogni volta che  è in difficoltà prepara una conciliazione o un accordo ad hoc, che fa sottoscrivere ai sindacati sopra citati, (i quali non potendo esimersi, pena il ritorno al lavoro) firmano accordicchi che sottopongono singolarmente ai lavoratori interessati, i quali stufi ma soprattutto delusi da questi sindacati e dall’azienda lo sottoscrivono, rassegnati ma consapevoli che si tratta di una rapina legalizzata dopo che ci si è lamentati di un furto che proseguiva per anni.
Così da giorni si susseguono incontri, “para segreti”, tra la direzione Sea e Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, per la definizione di accordi su alcuni problemi, che noi da mesi abbiamo denunciato.
Anzianità lavoratori ex precari. Dopo che un gruppo di lavoratori ha attivato la procedura legale, Sea cerca con un accordo di negare in parte questo diritto. La direzione infatti con un accordo vuole limitare riconoscere parte della “una tantum” contrattuale, ma non l’anzianità su scatti e livelli.
Pausa mensa lavoratrici madri. La Sea alle lavoratrici madri che utilizzano le due ore di allattamento nega la pausa mensa durante l’orario di lavoro.  Dopo che alcune lavoratrici si sono rivolte a noi, ora Sea, sempre con l’aiuto di Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, sarebbe disponibile a riconoscere questo diritto, ma non per l’intera pausa pranzo.
Cambio orario da full-time a part-time e viceversa. Centinaia di lavoratori da anni hanno formalizzato a Sea la loro richiesta per ottenere l’orario pieno. Sempre Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Flai-Usb, starebbero sottoscrivendo accordi per trasformare alcuni contratti da full-time a part-time, ma a patto che i lavoratori accettino di essere pagati meno degli altri lavoratori e di non rivendicare vecchi accordi Sea (6 ore pagate 6 e non 6,30).
DA GIORNI SU QUESTI ARGOMENTI, CIRCOLANO BOZZE DI ACCORDI.
SINDACATI CHE PER ANNI HANNO NEGATO L’ESISTENZA DI QUESTI PROBLEMI, ORA TRATTANO CON SEA NEL SILENZIO PIU’ ASSOLUTO.
NULLA VIENE DETTO AI DIRETTI INTERESSATI, NULLA VIENE DETTO A CHI HA SOLLEVATO E PORTATO AVANTI QUESTE GIUSTE RIVENDICAZIONI.

 

SE LA DIREZIONE SEA E’ COSTRETTA A CONCEDERE PARTE DELLE GIUSTE RIVENDICAZIONI AI LAVORATORI, E’ MERITO DI QUEI LAVORATORI CHE SI SONO OPPOSTI, RISCHIANDO IN PRIMA PERSONA LE RITORSIONI AZIENDALI, E DELL’ORGANIZZAZIONE SINDACALE CHE LI HA SOSTENUTI.

19/7/2010