Nel frattempo, la SEA  vuole recuperare in modo strutturale elementi di carattere retributivo e normativo, in sintesi ha presentato questo menù: TRE giornate di ROL, 15 minuti della pausa mensa, “l’ottimizzazione” delle ferie collettive (due turni lavorativi invece di tre), eliminare le maggiorazioni  per il lavoro domenicale, togliere 1% dal fondo SEA, oltre alla quota versata in busta paga ai lavoratori non iscritti al fondo, eliminare il conguaglio del mese di febbraio delle maggiorazioni e, infine, applicare in modo definitivo il contratto di Assohandlers a partire dal 1 gennaio 2012.  In ogni modo saranno serviti questi “piattini”, sia pure con qualche "sconticino", è evidente che saranno di difficile digestione per i lavoratori interessati.

 

Tutti questi bei propositi aziendali,  infatti, hanno come fine ultimo quello di  raggiungere il pareggio di bilancio, con l’intento dichiarato di rendere più appetibile la quotazione in borsa del 33% delle azioni SEA.

Non siamo disponibili a penalizzare i lavoratori e abbiamo motivato la nostra contrarietà ad ogni dismissione delle Società Pubbliche o partecipate dalle Istituzioni Locali, soprattutto quelle dei Servizi. Figurarsi se accettiamo che i diritti acquisiti dei lavoratori siano sacrificati addirittura per facilitare la svendita della SEA a privati interessi!

Dov’è finito il Premio di produzione per tutti i lavoratori? Che fine hanno fatto i sacrifici dei Dirigenti, che ancora chiedono ed ottengono benefici economici? Assistiamo, su scala minore, allo stesso indecoroso spettacolo che offre la “casta” dei politici a livello nazionale!

Se è vero che ci sono serie difficoltà, perché si assumono persone destinate a diventare quadri?
Il personale operativo è ridotto all’osso e spesso fa sacrifici inauditi per  impedire che la macchina non si arresti! Non sarebbe conveniente avere più persone operative?
Se l’Azienda attraversa un momento difficile, perché i Dirigenti continuano ad intascare premi e non resta altro che aggiungere sacrifici per il “parco buoi”?
La trattativa non può e non deve avere lo scopo di aumentare il peso dei sacrifici per i lavoratori e, con la solita litania per mantenere l’Handling, tornare alla carica per annullare altri diritti acquisiti. Non accettiamo nessun tipo d’ulteriore “sacrificio dei lavoratori”, sopratutto strutturale, che già hanno dato abbondantemente.
SEA non ci ha detto come intende chiedere al Governo ed alle Istituzioni Locali, ognuno per la sua competenza, normative certe che non permettano il gioco al ribasso delle tariffe aeroportuali; quel gioco che riduce l’Assistenza a non competere più sulla qualità dei servizi, bensì unicamente sulla riduzione dei costi e sugli sconti.
SEA, come pensa di proseguire adesso che Lufthansa ci ha abbandonato, eliminando l’opportunità di essere il carrier principale?
Quale sviluppo avrà l’aeroporto di Malpensa, come s’intende portare avanti il rapporto ed il confronto con il Territorio e l’Ambiente, ricordando a tutti che i sindacati di base sono per lo sviluppo sostenibile e concordato con il Territorio.
Il sistema Italia, anche a seguito della crisi mondiale ed alla mancanza d’ interventi sullo sviluppo, è tutto dentro una fase  “horribilis” e non si vede ancora neppure un accenno di Pianificazione Nazionale dei Trasporti ed in particolare del Trasporto Aereo (Troppi aeroporti tutti in concorrenza tra  loro, la ex compagnia di bandiera che non riesce a decollare, nonostante i forti aiuti del Governo, la mancanza di regole certe, ecc.).
In questo scenario SEA è “costretta” a quotarsi in borsa, disfarsi del 33% del capitale pubblico per coprire il deficit lasciato dalla Giunta Moratti nel Comune di Milano e permettere così l’ingresso di soggetti privati.
Non dimentichiamo che SEA è una società per azioni che adesso vede come azionisti principali il Comune  (85%) e la Provincia di Milano (14%); una Società sempre in attivo, che offre dividendi e che ha già fatto da Croce Rossa con le sue riserve.
Siamo da sempre per mantenere la proprietà pubblica degli aeroporti, in sintonia con più dell’80% degli aeroporti del mondo che sono pubblici. USB , CUB e SLAI COBAS ritengono che il Comune e la Provincia di Milano, alienando i gioielli di famiglia, commettano un errore di prospettiva, dalle vendite è difficile tornare indietro e alla fine il prezzo lo pagheranno i cittadini ed i lavoratori.
Riteniamo che, proprio per il difficile momento economico attuale, questa operazione potrebbe non dare il giusto valore della SEA, rischiando di vendere le quote ad un prezzo inferiore al valore reale.
Chiediamo a SEA perché sceglie per quotarsi un momento che non è favorevole? E ancora: se la quotazione non desse il giusto valore, come farà il Comune ad ottenere i 180 milioni di euro di cui ha bisogno?
Sbagliamo a temere che si possa anche chiamare il Capitalismo Finanziario per acquisire le quote ed ottenere, a quel punto, pochi euro, maledetti e subito? Non è forse realistico pensare che quei “Signori” porrebbero come condizione la gestione e la riduzione del personale, buttando fuori dal perimetro societario settori forse in perdita ma in ogni modo vitali per la gestione di un’azienda aeroportuale?

SEA è una società da tutelare e da mantenere integra. Facilitare le condizioni per una sua dismissione, non solo  reca un danno economico irreversibile alle casse del Comune, ma servirebbe su un piatto d’argento una buona Società in  svendita, data la situazione economica congiunturale.
I Gruppi finanziari speculativi avrebbero buon gioco ad acquisirne il controllo e produrne uno spezzatino, anche perché questi soggetti economici  non hanno a cuore lo sviluppo del sistema aeroportuale lombardo e  non ci capiscono nulla, a questi interessano  esclusivamente profitti sicuri e rapidi.

SEA ha chiesto una trattativa “ad oltranza” per il 25 luglio c.m., per ottenere  firme “scontate” di alcuni Sindacati. USB, SLAI COBAS e CUB-TRASPORTI ribadiscono che qualsiasi accordo dovrà essere portato prima all’approvazione dei lavoratori.

USB, SLAI COBAS e CUB-TRASPORTI denunciano i pericoli di quest’operazione, avvieranno l’informazione assembleare e la consultazione dei lavoratori,  per ricorrere a tutte quelle iniziative sindacali,  sociali e  politiche che saranno ritenute più opportune.

USB, SLAI COBAS  E CUB TRASPORTI INVITANO TUTTI I LAVORATORI A PARTECIPARE ALLE ASSEMBLEE E ALLE INIZIATIVE SINDACALI CHE METTERANNO IN CAMPO NEI PROSSIMI GIORNI .