Una privatizzazione in stile democristiano!

Oggi  è convocata  l'Assemblea   Straordinaria   dei Soci "SEA”, per deliberare l’adozione  del  nuovo  Statuto, le modifiche  della  distribuzione straordinaria  delle  riserve e l’integrazione del CdA mediante la nomina di due nuovi membri da parte dell’acquirente del 30% delle azioni.

Le scelte che il Comune di Milano, principale azionista di Sea, ha preso, porterà nei prossimi anni, inevitabilmente a pesanti ripercussioni sui lavoratori di Malpensa e Linate e sugli utenti.

La Sea da anni è stata usata dall’ amministrazione comunale Milanesi come un bancomat.

Analizzando i bilanci Sea, è facile vedere  che i centinaia di milioni di euro di utili,  anziché essere reinvestiti  in azienda, sono finiti nelle casse comunali, per ripianarne i vari deficit comunali.
Basti pensare al maxidividendo votato dal cda il 30-01-06, per ubbidire ai voleri del sindaco di Milano Albertini, che con la scusa di favorire la vendita di parte di Sea, fin da allora prospettata, ha imposto un dividendo straordinario di 200 milioni di euro, che ha costretto Sea alla stipula di un finanziamento di 250 milioni di euro con Unicredit e Mediobanca!!.
Ora, dopo la decisione del sindaco Moratti, anche la nuova amministrazione di centro sinistra, ha deciso la vendita del 30% delle azioni, pensando così di far cassa per ripianare deficit comunali, ma realizzando, invece,  una diminuzione del controllo pubblico su una società appetibile e che i capitali privati da anni cercano di accaparrarsi proprio  per la sua redditività
Con la vendita del 30% delle azioni, il bancomat Sea viene “venduto” ai privati.
 

Sempre di più prevarrà in Sea spa la logica della ricerca del profitto a tutti i costi e non della gestione di un servizio pubblico.
Lo sviluppo sempre maggiore del no-aviation  e quindi non del miglioramento del servizio ai passeggeri, ma della ricerca del profitto dalle concessione ai negozi e dalle sale gioco, che stanno proliferando in aeroporto, inevitabilmente porterà all’abbandono  del trasporto passeggeri, che verrà ulteriormente di conseguenza privatizzato.

IL FONDO GAMBERALE SUBITO A GAMBA TESA
Prima ancora di entrare nel CdA, F2i è già intervenuta chiedendo di bloccare l’acquisizione da parte di Sea dell’appalto Lufthansa prima gestito da Globe Ground. I vertici Sea hanno già comunicato ai sindacati l’indisponibilità all’assunzione, come prevede la clausola sociale, dei lavoratori Globe G. .

A RISCHIO LA SEA HANDLING
Da anni il gruppo dirigente Sea, sta praticando nei fatti il totale abbandono di Sea Handling, senza un adeguato rinnovo di impianti ed attrezzature, in linea con quanto avviene nell’industria, è il percorso che avviene quando si vuole vendere o abbandonare una fabbrica.
Si comincia non rinnovando gli impianti, non facendo pulizia industriale e manutenzione preventiva.
A Malpensa e Linate i lavoratori operano con attrezzature obsolete ottenendo un lavoro ed un servizio passeggeri disastroso.
Con l’entrata dei privati, come ci si potrebbe opporre alla vendita della Sea handling, quando la stessa viene  descritta come un’azienda perennemente in deficit  che oltretutto  deve occuparsi del lavoro meno redditizio,  smistamento bagagli e 'assistenza a terra dei passeggeri?
Con l’ingresso dei privati,  a Malpensa e Linate, si scatenerà la concorrenza al ribasso sul costo del lavoro per le mansioni più faticosi (carico e scarico e ck-in), con l’obiettivo di introdurre le cooperative (che normalmente in Malpensa  nulla hanno della mutualità che le dovrebbe caratterizzare) anche nel trasporto passeggeri come avviene  attualmente nel trasporto merci.

AL CARGO LAVORO NERO E NESSUN DIRITTO AI LAVORATORI
Ricordiamo infatti che nel trasporto merci, nonostante in questi mesi abbia avuto in Malpensa  un impulso straordinario, a fronte di 50 lavoratori assunti direttamente da MLE (di cui Sea solo due anni fa deteneva la maggioranza ed ora è di proprietà Argol), ci sono 250 soci lavoratori di cooperative, senza i più elementari diritti salariali e sindacali.

UN VERTICE AZIENDALE CONTRO I LAVORATORI
Oltre a chiedere altra cassa in deroga e mobilità affiancata da ore di straordinario  suppletive, (le ore di straordinario ed eccedenza sono di gran lunga superiori a quelle di cigs), i vertici Sea handling, hanno chiesto alle OOSS un ulteriore sacrificio ai lavoratori nonostante negli ultimi 2 anni gli siano già stati tolti giorni di riposo e  maggiorazioni salariali.
Chi gestisce i rapporti sindacali per la Sea e Sea Handling  pratica il seguente principio:
Se condividi quanto deciso dall’azienda hai tutte le prerogative sindacali, altrimenti nulla.
Assistiamo viceversa alla continua negazione di ogni diritto alle sigle sindacali di base che, pur essendosi fortemente imposte alle recenti elezioni delle rsu, non possono accedere a nulla, neppure alle informazioni e trattative centrali.
Le  rsu dei sindacati di base, elette dai lavoratori, oltre a non poter indire assemblee retribuite per consultare i propri elettori, sono sottoposte ad un trattamento discriminatorio dall’azienda.
Lo stesso atteggiamento lo si può riscontrare anche nei confronti dei lavoratori. Infatti, appena un dipendente Sea chiede quello che lui ritiene un diritto, da quel momento scattano le ritorsioni aziendali, nessuna ora suppletiva, nessun cambio di turni, nessuna agevolazione.
Il risultato di ciò è che oltre il 50% della forza lavoro di sea handling ha un contratto a part-time, che non gli consente di avere un reddito sufficiente per vivere (900 euro mese), costretto ad accettare qualsiasi richiesta dell’azienda per poter raggiungere un salario decente almeno per sopravvivere.

LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DI BASE, NON SOLO SI SONO OPPOSTE AGLI ACCORDI SIGLATI DAI SINDACATI CONFEDERALI, PER L’AZIONARIATO DIFFUSO, POI NEGATO DAL COMUNE DI MILANO, MA HANNO ANCHE ORGANIZZATO SCIOPERI PER LA DIFESA DEL PATRIMONIO PUBBLICO DI CUI SEA FA PARTE, RITENENDO CHE ALTRE SONO LE SCELTE DA FARE, IN DIFESA DELL’AZIENDA DEI LAVORATORI E DEGLI UTENTI.
• Verificare il costo complessivo dell’organico dirigenti aziendali e dei loro stipendi/benefit.
• Verifica delle consulenze (alcune delle quali legate alla presidenza Sea) ed i doppi incarichi,      con i relativi doppi emolumenti di consiglieri ed amministratori Sea.
• Verificare le terziarizzazioni e i relativi costi di servizio/lavori manutentivi e realizzativi di infrastrutture eseguite negli ultimi anni.
• Verificare le gare di appalto.
• Imporre agli appaltatori, nelle gare di appalto, il rispetto delle clausole sociali con l'effettiva applicazione dei ccnl di categorie e soprattutto imponendo il mantenimento delle maestranze  in caso di passaggio da un appaltatore all'altro.
• Verificare le tariffe  dei parcheggi SEA  che risultano nettamente superiori a  quelle in uso negli altri  parcheggi non sea, e di conseguenza non competitive.
• Verificare il controllo sulle assunzioni effettuate durante il periodo di cassa in deroga e dei criteri di sostituzione del personale che è stato collocato in mobilità.

CUB Trasporti              USB Lavoro privato                      Slai-Cobas