IMPRESE espansione di securebag la pellicola di talin avvolge altri aeroporti
È tutta italiana un' idea in apparenza quasi banale che convince sempre più i viaggiatori di tutto il mondo: la pellicola trasparente per proteggere i bagagli da danneggiamenti e furti. Una formula ideata e brevettata nel 1991 da Fabio Talin, ex pilota automobilistico italo svizzero, che in quasi 17 anni ha portato il suo marchio Securebag in 28 aeroporti tra il Vecchio continente e l' America diventando il leader del settore a livello internazionale. E che in questi giorni sta gareggiando per conquistarne altri due: il Frederic Chopin di Varsavia, che sarebbe il primo nell' Europa continentale, e El Prat di Barcellona. Il servizio Securebag, ovvero la pellicola verde in resina ad alta resistenza combinata con l' adesivo antiscasso e una polizza assicurativa, fa capo alla holding italiana Truestar group, posseduta interamente dalla finanziaria svizzera Sinapsis trading di Talin, che controlla altre 12 società tra cui la compagnia assicurativa Truestar kindlustus e quella di brokeraggio Sicherheit technika. Per un totale di oltre 350 dipendenti e un fatturato consolidato 2007 di 20 milioni (26 previsti per quest' anno). Nel 2007 sono stati utilizzati 45 chilometri di pellicola per più di 3 milioni di passeggeri nelle cento postazioni Securebag. Alle prime degli inizi anni Novanta, negli scali milanesi di Milano, Linate e Malpensa, e all' Ezeiza di Buenos Aires, si sono aggiunti nel tempo in Italia i punti di Bergamo, dei due aeroporti di Roma, Fiumicino e Ciampino, e di Catania, mentre altre 19 concessioni la Truestar le ha ottenute in sette Paesi dell' America Latina e in Spagna a Madrid, Malaga e Girona. Stigliano Daniela Corriere della sera Pagina 58 (3 ottobre 2008) - mondo
Dalla Fininvest un salvagente per i conti di Paolo Berlusconi
Repubblica — 08 settembre 2003 pagina 33 sezione: ECONOMIA MILANO - La strada per risanare i conti del paese è ancora lunga. Ma Silvio Berlusconi, nel 2002, almeno un bilancio è riuscito a rimetterlo in sesto: quello del fratello Paolo. La Paolo Berlusconi finanziaria (Pbf) ha chiuso l' ultimo esercizio con utili per oltre 20 milioni (l' anno prima ne aveva persi 15) grazie a un provvidenziale assegno da 30,1 milioni incassato dalle società del Presidente del Consiglio. A firmarlo è stata la Finedim, controllata della Fininvest, che a fine anno ha comprato dal fratello del premier l' Edilizia Alta Italia (i terreni sulla Costa Turchese, vicino a Olbia) e una quota della Ground Immobiliare, quello che è rimasto della vecchia Edilnord. E non è stato l' unico affare in famiglia: a metà 2002 la Pbf, che già è editrice de "Il Giornale", ha arricchito il suo business editoriale comprando per la bellezza di 702mila euro dalla Mondadori tre nuove testate: "Espansione", "Banca finanza" e il "Giornale delle assicurazioni". Il 2002 del resto ha segnato un anno di trasformazione per il piccolo impero di Berlusconi Jr. Il caposaldo resta l' attività nei media con il quotidiano di Maurizio Belpietro che - malgrado abbia perso 9mila copie - ha archiviato l' esercizio con 800mila euro di utile grazie alla «straordinaria riduzione dei costi» (-7%) e al successo della Biblioteca storica. Discreti anche i risultati sul fronte della pubblicità (attraverso la Arcus) mentre la Arcus immobiliare - di cui sono state appena dissequestrate le azioni - ha visto ridursi l' attività con l' addio a Ground e alla Sardegna. I tempi di ottenimento delle concessioni per la Costa Turchese - spiega il bilancio - erano troppo incerti. E senza dubbio la Fininvest (oltre a mezzi finanziari superiori) dispone delle entrature giuste per dialogare meglio con le autorità locali della Regione. Ridimensionata la partita nell' immobiliare, Paolo Berlusconi ha deciso ora di voltar pagina. I soldi del fratello, oltre a riportare in nero i conti, sono serviti a cancellare i debiti della Pbf. E nei primi mesi del 2003 è cominciata la campagna acquisti: rafforzando il controllo della spagnola Securebag (società che gestisce l' incellofanatura protettiva dei bagagli negli aeroporti minori iberici), comprando un terreno per costruire un albergo e trattando per rilevare il controllo di un' azienda che commercializza tv, hi-fi, dvd e piccoli elettrodomestici. Processo che sarà accompagnato anche da una radicale semplificazione della catena societaria, operazione per cui è stata affidata un delega specifica al consiglio. L' assegno milionario della Fininvest ha consentito a Paolo Berlusconi di dimenticare i dispiaceri che gli sono arrivati da Borsa e dintorni. Il suo portafoglio di investimenti, oggetto di svalutazioni per 174mila euro, è una fotografia della Caporetto della new economy. Oltre a un pacchettino di Olivetti svalutato per 35mila euro, ci sono 13.500 azioni di Athome (ora fallita) valorizzate in bilancio per 174 euro, 1.300 Verisign e 3.250 Intershop, altri titoli scivolati dell' 80%. Non è andata molto meglio nel settore delle obbligazioni visto che la Pbf ha in portafoglio obbligazioni argentine per circa 100 milioni di vecchie lire. I 30 milioni della Finedim non sono stati comunque l' unico regalo del premier al fratello. Un altro, indirettamente, glielo ha fatto attraverso il suo ministro dell' Economia Giulio Tremonti. La Pbf ha colto al volo l' opportunità offerta dai suoi condoni per chiudere una serie di partite. Con 60mila euro ha sanato le liti fiscali pendenti, con altri 219mila ha aderito al condono tombale. - ETTORE LIVINI
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CHRISTIAN BENNA Ci voleva un pilota automobilistico per mettere l’antifurto ai bagagli di chi viaggia in aereo. E la sua invenzione, SecureBag, non poteva che nascere in un garage. In un box nei dintorni di Gallarate: una scrivania, tanto umido e 50 mila lire di affitto al mese. Correva l’anno 1991 e Fabio Talin, un ex della scuderia Alfa Romeo, imprime una sterzata alla sua vita e a quella di milioni di viaggiatori. L’idea parte da una semplice constatazione: il mondo dell’aeronautica civile si evolve costantemente tranne che nelle stive degli aerei e nel trasporto bagagli. Nel 2007 le compagnie aeree mondiali hanno gestito male 42 milioni di valigie (danni, lesioni e imbrattamenti) e ne hanno perse definitivamente più di un milione. Vacanze e viaggi d’affari rovinati. E rimborsi col contagocce. L’imprenditore brevetta SecureBag, una soluzione industriale abbinata a un prodotto assicurativo. Un servizio già presente negli aeroporti ma di fatto affidato a degli operatori esclusivamente locali: quello di portabagagli. Nasce così l’antifurto per valigia. Prima del check in, uno dei 350 collaboratori della TrueStar, sparsi per 100 postazioni in quasi 30 aeroporti, avvolge il bagaglio con la caratteristica pellicola verde in resina ad alta resistenza, riciclabile e non tossica, in tutto tre strati che formano un guscio di protezione da danni e furti. Il SecurBag film si estende fino al 200%, adattandosi a qualunque tipo di bagaglio e pacco, sopporta gli sbalzi termici estremi ed è dotata di certificazione Iso 9001. Alla valigia si applica poi un sigillo adesivo antiscasso, il SecureBag Label, che la identifica con un codice e ne facilita localizzazione in caso di smarrimento. E infine una polizza Aig blinda definitivamente il pacco con una copertura fino a 3.000 euro. Un call center plurilingue attivo 24 ore su 24 fornisce poi l’assistenza. Il tutto per un costo di 8 euro a valigia, indipendentemente dalla dimensione. In questi giorni Fabio Talin, presidente e amministratore delegato di TrueStar Group, marchio creato nel 2007 che fa capo alla TrueStar Finance Spa, è a Miami. Sta partecipando a una gara internazionale per cercare di aggiudicarsi la fornitura dei servizi di sicurezza bagagli del principale aeroporto della Florida. Tre milioni di clienti, 20 milioni di fatturato nel 2008 che saliranno a 30 entro la fine dell’anno e 45 mila chilometri di pellicola. Questo è il biglietto da visita con cui l’imprenditore si presenta al mercato Usa, dopo essersi aggiudicato, negli ultimi mesi, convenzioni con gli scali turchi di Istanbul, Smirne e Ankara, quelli portoghesi di Lisbona e Faro, e ancora Dubai e Varsavia. Dal piccolo garage di Gallarate, oggi, i TrueStarpoints e le macchine "avvolgipacchi" fanno parte del panorama di chi si sposta da un angolo all’altro del pianeta. «In Sud America – dice Fabio Talin ormai siamo di casa. Ci sono nostre postazioni in tutti o quasi i paesi del continente, da pochi mesi anche a Montevideo. Ora pensiamo a crescere anche negli Stati Uniti e in Asia, dove ci siamo recentemente aggiudicati anche l’aeroporto di Singapore». Ma il decollo di Talin si è consolidato in Italia e in Europa. Prima Milano Malpensa, Fiumicino e Ciampino, Catania, e Bergamo. E poi la Spagna, negli aeroporti di Madrid, Malaga e Girona. La crisi finanziaria ha portato bene a TrueStar. Chi prima viaggiava con leggerezza affidando alla buona sorte il ritrovo a destinazione del bagaglio ora preferisce andare sul sicuro. «La crescita di quest’anno arriva sospinta anche grazie alla maggior prudenza dei nostri clienti. Il resto lo fa la qualità del nostro servizio integrato e la forza del Made in Italy, sinonimo di garanzia, che noi rappresentiamo». Il tasso di sviluppo a doppia cifra non spaventa Fabio Talin, che intende però proseguire la crescita per linee interne. «Vogliamo andare avanti puntando sui mercati emergenti. Tuttavia non escludiamo nessuna opzione, come l’ingresso di nuovi soci o lo sbarco in Borsa. Tutte soluzioni valide che prenderemo in considerazione al momento opportuno». Intanto l’azienda continua ad investire in ricerca e sviluppo. Sulla rampa di lancio c’è un nuovo sistema informatico che permetterà la vendita su internet dei pacchetti SecureBag.
Supplemento ad affari e finanza di repubblica 12 Ottobre 2009
Ultimo aggiornamento (Venerdì 09 Aprile 2010 21:20)
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