SETTIMALOGISTICA: accordi, vertenze e volantini

CARGO MLE:

A QUANDO IL PROSSIMO INCIDENTE?

Da anni, il traffico merci di Malpensa aumenta in percentuale a doppia cifra. Da tempo i problemi della sicurezza e dei lavoratori sono dimenticati, nonostante il grave incidente dell’anno scorso: poco è stato fatto mentre il lavoro sia ancora aumentato.

Non c’è più spazio per manovrare, non bastano le bilance e il lavoro viene fatto a terra, con rischi sempre maggiori per i lavoratori.

MLE PRETENDE SEMPRE DI PIU’,

SENZA DARE NULLA IN CAMBIO!

 

CARGO MALPENSA MLE-COROS:

QUESTE COSE NON DEVONO Più SUCCEDERE!

Da alcuni mesi, il clima all’interno del magazzino Mle di Malpensa, per responsabilità di alcuni personaggi aziendali, che si vogliono far belli sulla pelle dei lavoratori, era diventato teso e insopportabile.

  • Responsabili della committente che insultano e offendono pubblicamente lavoratori e responsabile della coop. Coros.
  • Pressioni e intimidazioni di tutti i tipi nei confronti dei lavoratori.
  • Decine di contestazioni assurde e immotivate, al solo scopo di punire e umiliare lavoratori di Coros e Mle.
  • Assunzione sempre maggiore di lavoratori precari, tenuti in forza per anni e poi lasciati a casa. (solo in coros sono oltre 130).
  • Creazione di strutture gerarchiche nella coop Coros, per poi tra qualche mese ridurre il personale in Mle.

 

CARGO MLE MALPENSA:

RIDICOLI!

Il 18 gennaio scorso, in previsione dei vecchi accordi degli scorsi anni, abbiamo chiesto alla coop Coros un incontro per una serie di problemi.

Subito dopo, con lettere diverse, anche gli altri sindacati hanno richiesto alla coop le stesse cose.

 

CARGO MLE:

COOP. COROS, TUTTO TACE!?

Da alcuni mesi, di fronte al forte attacco da parte di tutti, nei confronti degli iscritti alla nostra organizzazione, abbiamo deciso di ponderare ogni iniziativa sindacale. Purtroppo, al di la delle belle parole per fare qualche tessera, a nessuno interessa affrontare i problemi dei lavoratori, che rischiano di restare irrisolti.

 

SICUREZZA DEL LAVORO AL CARGO:

NON FANNO NULLA!

Ieri si è tenuto l’incontro presso Enac alla presenza di Sea spa in quanto gestore aeroportuale, e delle società operanti al cargo, MLE ALHA e Beta TRANS. Assenti consorzi e coop., a dimostrazione che sono semplici contenitori di manodopera.

L’incontro, richiesto da tutti i sindacati, a seguito del grave incidente avvenuto 20 giorni fa, che vede ancora un lavoratore in coma farmacologico, per affrontare i problemi della sicurezza nell’area cargo di Malpensa.

Le aziende, per bocca di Mle, ribadendo che al cargo si rispettano tutte le norme di sicurezza, hanno proposto di istituire corsi di formazione, ai lavoratori che si infortunano per “prevenire” e limitare gli infortuni.

Tutte le richieste avanzate dalle OOSS, non sono state prese in considerazione,come:

  • Ristrutturazione delle ribalte, divenute per la mole di merce trattata, piccole e non più in sicurezza;
  • Definizione di spazi ben delimitati, di sosta del personale esterno al cantiere;
  • Istituzione di un’autorità di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro su tutto il territorio del Cargo, con possibilità di sanzioni;
  • Obbligo al personale esterno di utilizzo delle attrezzature antinfortunistiche;
  • Verifica dei carichi di lavoro, dei turni e delle attrezzature utilizzate;
  • Rientro attività date in subappalto come le Poste Italiane ed il rispetto della norma prevista da Enac, sul massimo 30% di subappalto;

NELLA SOSTANZA, MLE ALHA E BETA TRANS, RITENENDO CHE LA SITUAZIONE ATTUALE SIA A NORMA, E PROPONENDO PER COMBATTERE GLI INFORTUNI, CORSI DI FORMAZIONE AL PERSOANALE, è COME SE AVESSERO DETTO:

SE TI INFORTUNI E’ COLPA TUA!

Con queste posizioni, appare inevitabile, che deve continuare la mobilitazione.

Al Cargo c’è chi pensa solo al profitto, a discapito della sicurezza e del rispetto delle norme, delle leggi e del rispetto dei lavoratori. Con l’aumento dei volumi di merce trattata a Malpensa, che sarà in continuo aumento, appare evidente la miopia e l’incapacità di gestire la situazione, da parte di chi dirige le società del Cargo.

Dobbiamo inoltre riscontrare la subalternità di Enac che, anche a fronte di precise norme di legge da far rispettare, non muove un dito contro le società.

In questi giorni, con i ricatti sui turni di lavoro e con le intimidazioni, strani personaggi sindacali, in combutta con responsabili aziendali, cercano di fermare la lotta dei lavoratori, e cercano di diminuire la nostra presenza sindacale al cargo.

LA SICUREZZA DEL LAVORO E LA DIGNITA’, NON PUO’ ESSERE BARATTATA CON UN CAMBIO TURNO!

 
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