AIRPORT-SEA:

TUTTO TACE

Il 17 maggio scorso, le segreterie regionali dei sindacati riconosciuti in azienda, sono state convocate dalla direzione di Airport, presenti anche il Trustee e i responsabili europei di Dnata. In quella sede, dopo una breve spiegazione da parte di Dnata della loro strategia a livello Europeo, i responsabili di Dnata, chiesero ai sindacati il loro parere, sull’aumento della quota azionaria di Airport dal 30% al 70%, in favore della stessa Dnata.

Tutte le ooss, ad eccezione della Cub, si dissero favorevoli alla privatizzazione di Airport che si sarebbe dovuta concretizzare entro la fine di giugno 2018.

In quella sede, appariva evidente che tutti aspettavano l’esito delle elezioni delle rsu, che si sarebbero tenute la settimana successiva, chi perché sperava di “ribaltare il tavolo” e chi invece non vedeva l’ora di escludere la Cub da ogni discussione.

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CAUSE DIFFERENZE RETRIBUTIVE PART-TIME AIRPORT:

RESTITUITO IL MALTOLTO AI LAVORATORI!

Con oggi, si sono concluse le conciliazioni dei lavoratori di Airport con orario part-time che non avevano accettato l’aumento dell’orario previsto dal contratto nazionale e che si erano visti retribuire con una paga inferiore a quella dovuta.

Come tutti ricorderanno, la questione era nata dall’aumento dell’orario di lavoro senza aumento del salario che, nell’ultimo contratto nazionale, è stato concesso ai padroni dai sindacati confederali, i quali poi, in Airport, avevano pensato di potersi pulire la coscienza con un accordo aziendale diretto soltanto a diluire in tre anni questo ingiusto aumento di lavoro. All'epoca Cub Trasporti non solo aveva cercato di opporsi a questo accordo con l'indizione di un referendum il cui esito è sfumato solo perché non fu raggiunto, di poco, il previsto numero di votanti, ma nel frattempo aveva anche voluto controllare le nuove buste paga e si era accorta che qualcosa non andava: quelle dei part-time erano calcolate in modo proporzionale ad un orario solo teorico e non effettivo dei full-time, con una significativa ulteriore perdita per questa categoria dei lavoratori.

Seguita nell'iniziativa solo da un altro sindacato di base, Adl, nella totale indifferenza di Cgil-cisl-uil-ugl-flai e usb, abbiamo così coordinato un bel gruppo di lavoratori part-time in una vertenza giudiziaria contro Airport che finalmente ha avuto i suoi frutti: preciso conteggio della retribuzione dal gennaio 2018 ed onorevole transazione economica sul passato.

Questo importante risultato, che ha costretto Airport a riconoscere ai lavoratori part-time la retribuzione a questi effettivamente dovuta, dimostra che con l’iniziativa di alcuni sindacati di base è possibile modificare le scelte aziendali, dimostra che altri parlano e intanto fanno regali alle aziende senza neppure controllare se poi questi ne abusano.

30/5/2018

 

Ata/wfs:

CONTRO LA TRUFFA AI DANNI DEI LAVORATORI!

VERTENZA PER IL RECUPERO

DELLE DIFFERENZE RETRIBUTIVE!

Con le buste paga del luglio 2017, più di 500 lavoratori di Wfs gi, degli scali di Malpensa, Linate, Venezia, Fiumicino e Catania, si sono visti sottrarre tutte le ferie e le r.o.l. maturate nel precedente rapporto di lavoro con Ata Italia srl.

Questo con un taglio ai salari per un valore superiore a un milione di euro!

 

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MENTRE CALENDA RIBADISCE

I SUOI ANATEMI SUGLI ESUBERI AZ

ANCHE LA IATA CONFERMA CHE IN ALITALIA:

  • I LAVORATORI SONO POCHI
  • LA PRODUTTIVITÀ È ALTA

ALTRO CHE FIRMARE CIGS ED ESUBERI

 

 

 

 

 

 

 

 

SOLITA BUGIA PER NASCONDERE SCELTE IRRESPONSABILI

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REFERENDUM AVIAPARTNER:

NON CI FIDIAMO!

Apprendiamo da un comunicato a firma cgil-cisl-uil-ugl che i lavoratori Aviapartner di Malpensa, lunedì e martedì saranno chiamati ad un referendum.


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VOTAZIONI RSU IN SEA E AIRPORT:

LA CUB INVITA A NON VOTARE

A fine maggio, tutti gli altri sindacati inviteranno i lavoratori di Sea e Airport a votare per le rsu, usando per la prima volta, l’accordo del 10/1/2014, “testo unico”.

UN REGOLAMENTO ANTIDEMOCRATICO E CHE REPRIME CHI SI OPPONE ALLE SCELTE AZIENDALI!

Sia nel testo unico che nel regolamento di funzionamento delle r.s.u., è sparita la possibilità da parte dei lavoratori di richiedere il voto referendario sugli accordi.

Inoltre il “testo unico” prevede espressamente sanzioni a chi si oppone allle  scelte della  maggioranza delle rsu.

SI VOTA IN QUESTO MOMENTO PER PRIVATIZZARE!

È evidente a tutti, che la fretta nel votare da parte delle aziende è determinata dalla necessità di completare la privatizzazione di Airport senza il rischio del voto da parte dei lavoratori.

La storia di questi anni, dimostra che quando i lavoratori di Malpensa e Linate, sono stati chiamati ad esprimersi sugli accordi, hanno bocciato l’operato delle aziende.

Ricordiamoci la vicenda sull’applicazione del nuovo orario contrattuale. In tutte le società di handling Italiane i lavoratori lavorano tre giorni in più con lo stesso stipendio.

In Airport, per la raccolta di firme e per il referendum fatto questo non avviene.

Airport, è una società che crea profitti senza nessun contributo pubblico. Quindi non è più obbligatoria la sua privatizzazione. Anzi non si capisce perché regalare ai privati un azienda che gestisce la quasi totalità dell’handling di Malpensa e Linate.

METTERE AL CENTRO GLI INTERESSI DEI LAVORATORI!

Purtroppo, anziché mettere al centro dell’iniziativa sindacale quello che comporterà la privatizzazione, anche altre organizzazioni sindacali di base sono alla ricerca di un voto per ottenere qualche rsu.

Dnata ha già detto cosa intende fare: una società con centinaia di interinali e con i lavoratori a tempo indeterminato senza niente di più di quanto previsto dal ccnl.

Se alla fine i lavoratori voteranno, aziende e sindacati confederali verranno a dire che, il testo unico nei fatti, è stato approvato e come conseguenza si avrà, dopo un accordo firmato dalle rsu, l’impossibilità di indire referendum e azioni di lotta per contrastare la privatizzazione di Airport e di ogni altro accordo.

PER QUESTI MOTIVI, INVITIAMO TUTTI A RIFLETTERE SULLA SITUAZIONE E SUL RISCHIO DI VOTARE LE RSU!

2018-04-20

 
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